Olio EVO e olio Vergine, differenze e caratteristiche


Vediamo le differenze tra olio di oliva e olio extravergine

La tradizione olearia è molto ampia e apprezzata in tutta Italia, tanto che al momento il nostro Bel Paese si trova al secondo posto nella produzione di olio.
Purtroppo, però, ci sono ancora molti elementi non tanto conosciuti sulle nostre produzioni che è sempre bene conoscere per poter scegliere solo il meglio per la nostra tavola: dalle semplici differenze tra olio extravergine e olio vergine, a come riconoscere un prodotto in base al suo colore e profumo

Assaggiando un olio, in molti ancora attribuiscono la sua piccantezza a un prodotto di bassa qualità. Al contrario, questo è indice di ricchezza dei suoi principi attivi in grado di renderlo ottimo per il benessere fisico. Allo stesso modo, non bisogna giudicare un olio dal suo colore.
La nostra Cooperativa Olivicoltori Vetralla si impegna costantemente nella produzione di un olio in grado di soddisfare ogni tuo sfizio in tema culinario. È molto importante, in tal senso, conoscere le differenze tra olio di olive e olio extravergine, per poter eliminare ogni dubbio sui prodotti che entrano nelle nostre case. 

Sia l’olio extravergine che l’olio vergine sono estratti dalla prima spremitura delle nostre olive. La differenza tra i due sta nelle qualità organolettiche e nella loro percentuale di acidità. Per l’olio extravergine il limite è fissato a 0,8 grammi per 100 grammi, invece per l’olio vergine il tetto massimo è di 2 grammi per 100 grammi.

Olio Vergine di Oliva

L’olio di oliva vergine viene prodotto attraverso procedimenti meccanici esattamente come l’olio EVO. La differenza sta nei suoi parametri analitici e organolettici: questi infatti non vengono pienamente soddisfatti. Il risultato è un prodotto con difetti appena percettibili, la cui acidità espressa in acido oleico non può eccedere 2gr per 100gr, e quindi che non può rientrare nei parametri dell’olio extravergine

L’ olio vergine d’oliva, a differenza dell’olio EVO, presenta un colore più tenue e un gusto più delicato. Noi ti consigliamo di utilizzarlo per cucinare o per friggere.

Olio Extravergine di Oliva

L’olio EVO deve essere puro, quindi avere caratteristiche chimiche e organolettiche ben delineate. A partire dal colore, l’odore, la consistenza e l’acidità – che non deve superare 0,8 grammi per 100 grammi. In ogni caso il regolamento europeo numero n. 2568/91 ha stabilito degli standard qualitativi precisi affinché un olio possa ricevere la dicitura di “Extravergine‘.

Oltre alla soglia di acidità, questo prodotto deve essere estratto tramite strumenti meccanici a freddo con temperature che non superino i 27°C. 

In basso alcuni dei nostri prodotti

Analisi olfattiva e degustativa 

Inoltre, per comprendere al meglio le differenze che corrono tra l’olio di oliva e quello extravergine, ci sono dei procedimenti specifici che vengono effettuati da personale selezionato. Il primo è, innanzitutto, quello di aprire il contenitore o la bottiglia e fare una prova olfattiva. Successivamente si passa alla degustazione del prodotto, il quale va trattenuto per almeno trenta secondi in modo tale da avvertire bene il retrogusto. Successivamente, l’olio viene espulso e mai ingerito. 

Al campione successivo, ogni assaggiatore deve mangiare uno spicchio di mela verde e bere un bicchiere di acqua frizzante, in modo tale da non influenzare le valutazioni dei singoli prodotti. 

Altre tipologie di Olio di Oliva

Olio Lampante

L’olio lampante viene classificato come vergine e prodotto tramite estrazione meccanica delle olive. Ha elevati livelli di acidità e può essere sgradevole al gusto e all’olfatto, infatti non è commestibile. Il suo nome deriva dall’utilizzo che gli antichi ne facevano come combustibile nelle lampade per l’illuminazione domestica. 

L’olio lampante può essere trasformato in olio raffinato e, con l’aggiunta di una piccola quantità di olio di oliva extravergine, può diventare olio di oliva.

Olio di oliva raffinato 

L’olio di oliva raffinato si ottiene dalla raffinazione di olio lampante o di olio vergine di oliva. La raffinazione consiste nella riduzione dell’elevata acidità tramite la soda, nella decolorazione per mezzo di terre e carboni vegetali e nell’eliminazione degli odori. 

Infine è possibile ottenere un olio di oliva unendo una quantità variabile di olio EVO all’olio raffinato.

Olio di Sansa

La sansa è la pasta che rimane dopo la prima spremitura di olio vergine ed extravergine. Risulta comunque molto ricco di olio che può essere estratto mediante trattamento con solventi o mediante processi fisici. 

Il risultato è l’olio di sansa grezzo che per diventare commestibile deve essere sottoposto a un ulteriore processo di raffinazione. Si tratta di un olio utilizzato principalmente in ambito industriale, cosmetico e nella produzione di biomassa e biocarburante in ambito energetico.

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